Inquadramento Europeo

Il biossido di titanio E171 è un colorante alimentare incluso nella lista positiva europea di cui all’allegato II, Parte B, punto 1 “Coloranti”del regolamento CE n. 1333/2008. Il suo utilizzo è consentito in molte categorie di alimenti come colorante in quantum statis, in particolare prodotti della pasticceria, della confetteria ed altri prodotti analoghi.

Il biossido di silicio E551 è un additivo utilizzato negli alimenti con molteplici funzioni incluso nella lista positiva europea di cui all’allegato II, Parte B, punto 3 “Additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti” del regolamento CE n. 1333/2008; tale additivo è utilizzato in particolare come agente antiagglomerante in prodotti disidratati e liofilizzati quali insaporitori, minestre, sale da tavola, estratti e bevande.

Allerta Francese: nanomateriali non dichiarati nell’etichettatura degli alimenti

L’allerta inerente alla sicurezza di tali additivi è stata sollevata per la prima volta in Francia dall’associazione ambientalista  Ager pour l’environnement nel 2016, la quale, a seguito di un inchiesta che ha sollevato perplessità sui dati relativi all’esposizione dei consumatori ai nanomateriali, ha commissionato ad un laboratorio analisi riconosciuto la ricerca di nanoparticelle su una serie di prodotti alimentari e cosmetici.

I risultati ottenuti dal laboratorio hanno attestato il ritrovamento in 3 prodotti alimentari di nanoparticelle di biossido di titanio (E 171) e in un prodotto alimentare di nanoparticelle di biossido di silicio (E551).

Le nanoparticelle di biossido di titanio (colorante E171) sono state riscontrate nei seguenti prodotti:

  • Spezzatino di vitello – William Saurin;
  • Gomma da masticare Malabar;
  • Biscotti – Napoletain LU.

Le nanoparticelle di biossido di silicio (additivo antiagglomerante E551) sono state riscontrate in:

  • Miscela di spezie per guacamole – Carrefour.

La definizione di nanomateriali è stata inclusa dall’Unione Europea all’interno del regolamento (UE) 2015/2283 relativo ai nuovi alimenti (Novel Food) all’articolo 3, paragrafo 2, lettera f): “Nanomateriale ingegnerizzato: qualunque materiale prodotto intenzionalmente caratterizzato da una o più dimensioni dell’ordine di 100 nm o inferiori, o che è composto di parti funzionali distinte, interne o in superficie, molte delle quali presentano una o più dimensioni dell’ordine di 100 nm o inferiori, compresi strutture, agglomerati o aggregati che possono avere dimensioni superiori all’ordine di 100 nm, ma che presentano proprietà caratteristiche della scala nanometrica. Le proprietà caratteristiche della scala nanometrica comprendono: i) le proprietà connesse all’elevata superficie specifica dei materiali considerati; e/o ii) le specifiche proprietà fisico-chimiche che differiscono da quelle dello stesso materiale non in forma nano.”

Tuttavia, essendo tali additivi (E171 e E551) autorizzati dall’Unione Europea in forma nano particellare (o parzialmente nano-particellare) e quindi esenti dalla procedure autorizzative richieste per i Novel Food,  la contestazione dell’associazione francese è stata incentrata sull’omissione dell’informazione relativa all’utilizzo di nanomateriali sull’etichettatura dei prodotti alimentari analizzati.

Conformemente all’art. 18, comma 3 del regolamento UE 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, infatti, “tutti gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali ingegnerizzati devono essere chiaramente indicati nell’elenco degli ingredienti.  La dicitura «nano», tra parentesi,  deve seguire la denominazione di tali ingredienti”;

All’associazione ambientalista Ager pour l’environnement, fa seguito, nel gennaio 2018, un ulteriore inchiesta dell’associazione per i consumatori francese Que Choisir che ha portato a 9 denunce attestando la non conformità di circa la totalità dei prodotti alimentari analizzati i quali non riportavano la dicitura [nano] richiesta dalla normativa cogente; in particolare sono state riscontrate nanoparticelle di biossido di silicio e di biossido di titanio non dichiarate nei seguenti prodotti alimentari:

  • M&M peanuts 34% di nanoparticelle di biossido di titanio (E171)
  • Maxwell House Cappuccino (preparazione istantanea) 100% nanoparticelle di biossido di silicio (E551)
  • Ducros Italian Smart Mix 100% nanoparticelle di biossido di silicio (E551)
  • Zuppa di pollo disidratata CASINO 100% nanoparticelle di biossido di silicio (E551)

A seguito di tali inchieste anche l’Autorità per la repressione delle frodi francese DGCCRF Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes  ha ribadito la posizione delle associazioni francesi sottolineando l’obbligatorietà da parte delle aziende di riportare l’indicazione richiesta dalla normativa cogente nell’etichettatura dei prodotti alimentari contenenti tali additivi in forma nanoparticellare e annunciando potenziali azioni coercitive in caso di omissione.

Posizione EFSA

L’additivo E 551 è stato rivalutato da EFSA in data 17 gennaio 2018 con la pubblicazione del documento Re-evaluation of silicon dioxide (E 551) as a food additive (Last update  1 March 2018. This version replaces the previous one/s.) nel quale sono riportate le seguenti conclusioni:

  • Le specifiche dell’UE non sono sufficienti per caratterizzare adeguatamente l’additivo alimentare E 551. Queste, dovrebbero includere la caratterizzazione della distribuzione dimensionale delle particelle usando descrittori statistici appropriati (ad es. Intervallo, mediana, quartili) nonché la percentuale (in numero e in massa) di particelle nella nano-scala (con almeno una dimensione <100 nm) presenti nel biossido di silicio (E 551) utilizzato come additivo alimentare. La metodologia di misurazione applicata dovrebbe essere conforme al documento orientativo dell’EFSA (Comitato scientifico EFS, 2011a, b);
  • dal database disponibile non sono emerse indicazioni di tossicità del biossido di silicio (E 551) agli usi e ai livelli d’uso riportati;
  • a causa delle limitazioni nel database disponibile sopra descritto, il Panel non è stato in grado di confermare l’attuale ADI (non specificato).

Una rivalutazione dell’additivo E 551 da parte di EFSA sarà eseguita entro il 31/05/2020 Call for technical and toxicological data on silicon dioxide (E 551) for uses as food additive in foods for all population groups including infants below 16 weeks of age

Per quanto riguarda il biossido di titanio E171, EFSA ha rivalutato in ultimo l’additivo in data 12 giugno 2019 a seguito della pubblicazione da parte dell’Agenzia francese per l’Alimentazione, Ambiente e Salute e Sicurezza (ANSES) di un parere sui rischi connessi all’esposizione dei consumatori all’additivo. Tuttavia, nel documento di rivalutazione di EFSA viene concluso che le nuove informazioni presenti nel documento francese non annullano le conclusioni e raccomandazioni emesse nell’ultima valutazione dell’additivo eseguita nel 2016 e che eventuali lacune ed incertezze nei dati sono oggetto di follow-up attualmente in corso.

Analogamente a quando descritto sopra per l’additivo E551 nella valutazione EFSA del 2016  Re-evaluation of titanium dioxide (E 171) as a food additive il Panel a causa della scarsa consistenza dei dati disponibili non è stato in grado di definire una dose giornaliera accettabile (ADI) e ha raccomandato di aggiornare le specifiche dell’Unione Europea includendo la caratterizzazione della distribuzione dimensionale delle particelle.

Tuttavia, attualmente il regolamento UE n. 231/2012 che definisce le specifiche degli additivi alimentari non è ancora stato modificato conformemente alle raccomandazioni EFSA per entrambi gli additivi.

Francia: divieto di commercializzazione di prodotti contenenti Biossido di titanio (E171) dal 1 gennaio 2020

Nonostante il parere di EFSA sulla sicurezza dell’additivo pubblicato in data 12 giugno 2019, il governo francese ha sospeso con ordinanza del 17/04/2019 la possibilità di commercializzare sul proprio territorio prodotti alimentari contenenti E 171 ( biossido di titanio – TiO2) per il periodo di un anno a partire dal 1 gennaio 2020; tale Ordinanza è stata emessa sulla base del principio di precauzione legato alle molteplici pubblicazioni dell’Agenzia francese per l’Alimentazione, Ambiente e Salute e Sicurezza (ANSES) nelle quali vengono espresse perplessità sulla sicurezza dell’additivo in particolare legate alla scarsità di dati che consentano una valutazione del rischio di esposizione a questa sostanza da parte dei consumatori, dei lavoratori e dell’ambiente.